Invito all'Ascolto

La musica del Maestro Alessandro Benassai si sviluppa seguendo i canoni della Musica Sacra con l’utilizzo esclusivo della scala diatonica, come vuole la tradizione musicale che risale a Pitagora, Sant’Ambrogio vescovo di Milano, San Gregorio Magno.

Le melodie del Maestro sono state così composte utilizzando la scala diatonica naturale ed i suoi 8 modi, 4 autentici e 4 derivati; seguono i principi tradizionali, rifacendosi ai fondamenti del gregoriano, ma apportano sviluppi e soluzioni nuove frutto del rigoroso studio di questa così affascinante quanto necessaria disciplina.



Padre Nostro

 

PADRE NOSTRO: Il “Padre nostro” è forse la preghiera più conosciuta e recitata da tutti i cristiani, tratta dal Vangelo di Matteo ed insegnata da Gesù Cristo stesso.

 

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Inno al Sorgere del Sole

INNO AL SORGERE DEL SOLE: La parola “inno” significa canto di lode alla divinità, un canto lirico in versi, che esprime coraggio, amore, e incitamento alle opere sante. La melodia si divide in due parti: la Notte e il Giorno. La prima parte descrive la veglia e la preghiera, la richiesta di aiuto nella lotta contro l’oscurità che avvolge l’anima umana e che precede il risveglio e l’illuminazione divina. All’alba, poi, la fatica e la tristezza si trasformano in luminosa gioia e l’anima intona riconoscente un canto di ringraziamento perché è stata visitata dal Sole divino.

 

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Ave Maria

AVE MARIA: Questo canto, composto il 20 dicembre 2000, è una preghiera accorata alla Vergine, con semplici parole, un saluto affettuoso ed una richiesta di intercessione. L’importanza di questa Donna, nata da Gioacchino e Anna, non è solo storica, è assai di più, e lo dimostra il gigantesco fenomeno del culto Mariano, sviluppatosi sin dagli albori del Cristianesimo.

Il culto per questa creatura straordinaria, tanto forte e tanto umile al tempo stesso, nacque e si diffuse rapidamente, assumendo sviluppi sempre più massicci nell’arte, nella teologia, nella liturgia, nell’architettura e nella musica sacra.

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Veni Creator

Vieni Spirito creatore, visita le nostre menti. Riempi di Grazia i cuori che tu stesso hai creato.

Queste sono le prime parole di un’antichissima preghiera dedicata allo Spirito Santo, il “VENI CREATOR”, che tradizionalmente si recita nell’ora Terza, cioè alle 9 del mattino, per ricordare il giorno di Pentecoste, quando lo Spirito divino discese sugli Apostoli raccolti in preghiera nel Cenacolo assieme alla Madre del Salvatore.

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Te Deum

TE DEUM: Il “Te Deum” è un antichissimo inno cristiano attribuito dalla tradizione a Sant’Ambrogio e Sant’Agostino che l’avrebbero composto e cantato insieme durante la notte di veglia che precedette il battesimo di Agostino nel 387. In realtà è sicuramente più antico: alcuni versi si trovano citati nel “De Mortalitate” di San Cipriano di Cartagine scritto durante la peste del 252. Forse è la composizione sacra che ha ispirato maggiormente musicisti di ogni tempo, nella quale si sono cimentati autori validissimi come Giuseppe Verdi. Questo inno di lode e ringraziamento a Dio sviluppa diversi temi del credo religioso; è, se vogliamo, una specie di sintesi teologica. La Chiesa tutta si unisce al canto degli Angeli, al coro degli Apostoli, dei martiri e dei Profeti, elevando la lode all’eterno Padre, all’unico Figlio e allo Spirito Santo Paraclito, per celebrare il Cristo risorto. Emerge fra le righe anche la dottrina dell’Escatologia, cioè della fine dei tempi. Momento al quale i fedeli sanno di dover arrivare preparati ed in vista del quale si rivolgono alla Pietà divina ai fini di un’assistenza spirituale come forza, come purezza, come speranza.

Dice infatti il testo: “Te dunque preghiamo: soccorri i tuoi servi, che tu stesso col tuo prezioso sangue hai redento. Fa che, coi santi tuoi, siamo ammessi all’eterna Gloria. Salva Signore il tuo popolo, e benedici al tua eredità. Guidali, sollevali fino all’eternità. Ogni giorno Ti benediciamo. Lodiamo il tuo nome nei secoli dei secoli.

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